Conferenze, che disastro!

Le conferenze sono spesso un disastro!

M’intrufolo spesso a conferenze di vario tipo, un po’ per curiosità e un po’ per capire quello che funziona e quello che non funziona.

Mi torna molto utile durante i miei corsi.

Quello che vedo è che una grande percentuale delle persone che parla in pubblico non ha idea di come si stia su un palco.

E lo si nota nei primissimi secondi.

Voglio essere chiaro, questo non ha nulla a che fare con il livello di preparazione dell’oratore.

Ho avuto il piacere di apprendere cose che non sapevo, ma con che fatica! Anche chi è abituato a presentare da anni risulta spesso noioso, incapace di creare una relazione col pubblico, preso dal suo discorso e dalle sue slide, senza che se ne renda conto.

Il palco ha delle regole ben precise e, al solito, non dimentichiamoci che lo scopo di tenere una conferenza è proprio quello di poter condividere col publico delle conoscenze.

Se si rimane chiusi nella propria bolla di competenze, senza far sì che nessuno possa accedervi con piacere, tutto il lavoro rimane inutile.

Ci sarebbe tanto da dire e mi riprometto di parlarne in altri articoli del blog, ma un primo consiglio è quello di utilizzare meno del tempo che vi hanno concesso.

Se dovete parlare per 60 minuti, parlate per 45, 50 minuti.

Utilizzate il resto del tempo per delle domande, per delle interazioni col pubblico.

Non dimenticate mai che quello che conta in un discorso, quello che deve essere chiamato all’azione, qualsiasi essa sia, è chi vi siede di fronte.