Pensare al contrario

Pensare al contrario significa essere liberi e soprattutto ci porta a sperimentare nuove soluzioni.

Quando pensiamo al parlare in pubblico focalizziamo la nostra attenzione sull’atto del parlare e questo ci porta a sottovalutare una serie di fattori importanti: immagine e suono.

Il suono arriva prima delle parole. Le parole hanno bisogno di essere processate mentre il suono no.

Quante canzoni in un’altra lingua amiamo di cui non ci siamo mai nemmeno preoccupati di sapere quello che dicono. Eppure le associamo a momenti della nostra vita importanti al punto, a volte, di essere colonna sonora della nostra esistenza.

Il suono è più potente delle parole e ancor di più lo è l’immagine.

L’immagine viaggia alla velocità della luce e colpisce la nostra retina in una frazione di secondi. Agisce inconsciamente e crea la cosiddetta prima impressione, quella che rimane impressa molto a lungo, a volte per sempre.

Un buon speaker non può non tener conto di questi fattori.

Se quando parli, reduce di esperienze scolastiche, tendi a focalizzare tutta la tua attenzione sul testo stai commentando un grave errore.

Il paraverbale, cioè il modo di utilizzare la voce e il non verbale lavorano a livello inconscio e sono molto ma molto potenti.

Tienilo presente e fai l’inverso di quello che hai fatto fino ad ora.

Ne ho parlato in maniera più approfondita qui.