Parlare una lingua straniera

Vi è mai capitato di dover parlare una lingua straniera e di provare un imbarazzo tale da rimanere impietriti?

Capita in vacanza, capita tutti i giorni se vivete come me in una città internazionale e potrebbe capitare anche per lavoro, per esempio il vostro capo decide di mandavri all’estero a presentare un progetto.

Prescindendo dal livello di conoscenza della lingua, a tutti può succedere di non sentirsi a proprio agio.

Perché accade questo?

Quello che prende il sopravvento è il cercare di evitare il giudizio altrui: “ascolta come parla male in inglese”; “ma hai visto quanti errori commette” e cosa fai per sottrarti a tutto ciò? Cerchi di concentrarti per non commettere errori grammaticali. Ma più sei concentrato e più il panico e gli errori aumentano.

Parlare in pubblico in un’altra lingua è in effetti una bella sfida. Come superarla?

Devi innanzitutto accettare, tu in primis, che non sei un madre lingua e che come tale commetterai degli errori di grammatica e di pronuncia. Pensaci, raramente uno straniero che si sforza di parlare in italiano viene giudicato male. Anzi, viene apprezzato per il suo impegno. Perché allora gli altri dovrebbero giudicare male te. Il peggior giudice di te stesso, come al solito, sei tu. Pensi che gli altri pensino quello che tu pensi debbano pensare! (bel gioco di parole).

La realtà è spesso più amica.

Parlare in pubblico in inglese, tedesco, spagnolo, cinese non è un esame. La lingua è solo un mezzo che ti permette di comunicare con gli atri, una sorta ti terreno comune, dove sicuramente non tutti sono a proprio agio, ma che senza il quale non si potrebbe entrare in contatto gli uni con gli altri.

Concentrati quindi sulla tua mission, sul contenuto, su chi ti sta di fronte e non sul tuo modo di padroneggiare la lingua e poi… il tuo accento italiano sarà sicuramente di gradimento a molti!

"Se parli con un uomo in una lingua a lui comprensibile, arriverai alla sua testa. Se gli parli nella sua lingua, arriverai al suo cuore". (Nelson Mandela)